Norme per diventare FalconieriS u questo ci sarebbero molti argomenti, per il momento v’indicherò quella più ovvia; per poter praticare la falconeria, in Italia, bisogna essere muniti di licenza di caccia, stessa licenza che serve per il fucile, in quanto il falco
viene considerato dalla legge sulla caccia un mezzo per l’abbattimento della selvaggina (Legge 11 febbraio 1992, n.157, Art.13/1). Questa è la priorità assoluta per poter essere in regola con le leggi italiane. Poi , o nel frattempo, ci si iscrive ad un' associazione di
falconieri, dove potranno darvi tutte le informazioni per iniziare a praticare la falconeria con serietà, per scegliere l'attrezzatura e il tipo di caccia, di alto volo con i falconi, oppure di basso volo con gli accipitrini. Faccio presente a coloro che volessero iniziare senza essere seguiti da una persona esperta nel campo della falconeria,che possono andare incontro a spiacevoli conseguenze, ad esempio: perdita dell’animale,
o danni fisici al rapace.Si ricorda che i falconi provengono in maggioranza da allevamenti riconosciuti dalla CEE, con certificati C.I.T.E.S.(Convention of Internetional Trade in Endangered Species of Wuild Fauna and Flora) e pertanto non hanno pratica nel procacciarsi il cibo in
natura. La conseguenza e' che se il falcone si allontana dal falconiere e non e' stato addestrato abbastanza per procacciarsi il cibo da solo, in breve tempo va incontro alla morte. Questo e' contro i principi della falconeria, che cerca di mantenere con orgoglio questa antichissima
arte nel pieno rispetto della bellezza assoluta dei falconi. Inoltre ancor oggi vi sono sporadici commerci di falconi di provenienza illegale, e che personalmente non condivido, se non autorizzati dagli organi preposti (ci tenevo ad aggiungere quest' ultimo paragrafo, perche' ho
molto rispetto per i falconi e massima stima per chi pratica la falconeria, e non vorrei che se ne facesse un cattivo uso, con accuse generiche hai falconieri). Un trattamento indecente verso il falcone (come ad esempio tenerlo chiuso in gabbie non adatte, o peggio ancora, come un
pappagallo) puo' provocare malattie incurabili , che portano alla morte dopo lunghe sofferenze. La falconeria fa' parte della storia (diverse guerre furono pacificate; nobili imprigionati furono liberati in cambio di falconi, ancor oggi, in particolare negli Emirati Arabi, si
spendono cifre da' capogiro per i falconi) e della natura. Per praticarla con i canoni dovuti, bisogna conoscere la natura, rispettare gli animali in generale, senza nascondere la realta'. I falconi sono dei rapaci che uccidono senza pieta' per soppravivere, non importa se la preda
e' una colomba bianca o un pulcino indifeso, quando lo stimolo della fame, con l'avidita' prevale, manifestano tutta la crudelta' che e' in loro..... (dal nostro punto di vista), ma rispetto all'uomo non uccidono mai per bramosia (.....a cupiditate alicuius rei longe abhorrere)
ma solo per soppravivenza loro e dei loro simili. In falconeria non si fa' altro che instaurare una collaborazione tra l'uomo ed il rapace, che porta, in particolare, a non aver timore dell'essere umano. Per il resto, il rapace deve svolgere le stesse mansioni che gli spettano in
natura, con un vantaggio in termini di longevita'. In natura raramente raggiungono i 10/15 anni, mentre in cattivita' vi sono dei rapaci(di mia conoscenza) che raggiungono i 30 anni. L'intervento di alcuni falconieri che hanno riprodotto in cattivita' per poi reintrodurre alcuni
soggetti in natura, a contribuito al ripopolamento di alcune specie a rischio di estinzione. |