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Le età della vita
a Bruno
In labirinto d'inquietudini e ardori
entro e mi perdo in colori e forme
spaesanti, crude e innocenti,
d'accorata malinconia e lucida
disperazione: nel medùseo incanto
riconosco un dolore fratello.
T'inseguo negli baratri abissali
dell'anima, ove porti, senza filo
d'Arianna che salvi il ritorno
da surreali proteiche infere
celesti visioni, e rivedo dentro
i tuoi quadri le età della vita
dell'uomo: la vertigine del nascere
e del morire ogni giorno, il farsi
disfarsi riformarsi del corpo,
della psiche e della mente
nel tempo breve dell'esistenza.
Il nero impedisce al verdeazzurro
il regresso al prenatale, adulta
nostalgia d'infanzia, frena
la dissolvenza; e una luce priva
di sorgente plasma in volume
un lenzuolo-grembo, metafora
di un'esistenza bloccata dalla ferita
del crescere: la Morte pretende
la vita, per essere se stessa.
E distende, allora, sul vizzo
riparo
prenatale in forma di giovane
natura, altro suo volto, la Vita:
il giallo e l'arancione dei girasoli
e del grano, il verde della collina,
l'azzurro del cielo, l'ocra e il grigio
dei campi arati e dell'arruffato
Appennino: una pioggia di tratteggi
contrastati imbeve il lenzuolo,
penetra in esso, gli ridona
rilievo e gli ricorda, intanto,
la sua appartenenza alla natura
e al mondo: forza a sortire
dal garbuglio dell'io. |
Il colore della maturità è rosso di sangue
e di speranza in forma di tramonti:
perdersi per ritrovarsi a brandelli,
con meraviglia, dispersi nelle cose,
nella consunzione del tempo; sollevarsi
e scoprire, con un moto di stupore, come
in un girotondo, d'indossare lo stesso
colore del mondo, o indugiare ancora,
filiforme incerto spettatore alla finestra,
ad entrare nella storia da attore.
In essa l'uomo si perde e si riconosce
a barlumi, in frammenti di specchi
e tratti affannati, nella sua fragile
sostanza di gesso, cera, stagno,
filamento, straccio: materiali poveri
come il nostro friabile stato mortale.
Nell'indefinito sfondo di alcuni quadri,
in fondo ritorna la Morte, scongiuri
come tutti la vecchiezza, cinerea
brace della Vita, con uno spasmo
cromatico di dissoluzione nel caos
primordiale, in un grembo prenatale:
sogni la fine come mitica rinascita.
Umano e universale, dunque, nei tuoi
dipinti labirinti esistenziali.
ermes dorigo
18 settembre 1999
Tel. 0722-320781
www.marvel.it/carnialand
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