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(GlobaLocale)


Carnia 'pittoresca'? Ma lasciamo perdere!!
Il "pittoresco": canone estetico come canone sociale

Echeggia malinconica una luce
di stelle alle remote meravigliate
cime della Carnia

Pier Paolo Pasolini

 

Oh fortunate
Genti che in dolci tempre
Quest'aura respirate!
G.PARINI
… o vetta, ove risplende
fredda la neve nei silenzi immoti
ed il ghiaccio cristallino si fende
su abissi ignoti…
ADA NEGRI, 1931
Da la larga narice umida e nera
Fuma il tuo spirto, e come un inno lieto
Il mugghio nel sereno aer si perde
CARDUCCI, 1920
O pini sommi
Eretti verso il cielo come dardi,
flabelli verdi sibilanti al vento!
GUIDO GOZZANO
Un oblio lene de la faticosa
Vita, un pensoso sospirar quieta,
una soave volontà di pianto
l'anima invade.
CARDUCCI,1920
O pace, o solitudine, o dolcezza!
T. PRAGA
 Semplice vita, immemore del mondo
Immemore degli agi e degli onori

 

Dal chiuso son fuggite appena l'alba
Le pecorelle a diradarsi per le forre,
Disperse nell'aurora triste, scialba
GHIRINGHELLI

 

Fra queste aride gole,
Con selvaggio fragore
Precipita il torrente
E colle spumeggianti onde flagella
I macigni corrosi.
B. PRINA, 1915?
Su questa vetta eccelsa ai cuori aneli
T'eressero altri cuori, o asil romito;
S'apre l'occhio qui per vasti cieli,
come da un limitar dell'infinito.
G. BERTACCHI
Dolce è il sognare sul pendio montano
Fra l'eriche e le pallide ginestre;
E in questa pia rusticità campestre
Risollevarsi all'ideale umano.
L.CONFORTI

 

La costruzione della "immagine turistica della Carnia" nella prima metà del Novecento si configura come una operazione di trasformazione del canone estetico in canone di immobilismo sociale o, meglio, come una operazione ideologica di 'vendita' di un territorio e dei suoi abitanti totalmente funzionale ad épater le bourgeois. Le cartoline pubblicitarie (con la canonica scritta: Carnia pittoresca, ospitale e laboriosa) rivelano uno stridente contrasto tra la immagini di povertà e le didascalie, citazioni scolastiche nobilitanti di illustri poeti ed artisti (riportate in Tabella; preferisco, ovviamente, i versi di Pasolini, citati in epigrafe). In pratica, si tende a salvaguardare un ordine sociale ed uno spazio naturale, che devono essere totalmente funzionali a diventare luogo dell'anima, rifugio atemporale, che ricrea lo spirito del cittadino; pertanto nulla doveva essere modificato, in funzione dello sviluppo economico indigeno, che avrebbe reso, per certi versi, simile la Carnia ad altre zone industrialmente e culturalmente avanzate; alla maggior parte dei carnici non restava che recitare la parte di una 'decorosa povertà' (la parola miseria sarebbe stata troppo forte e avrebbe spezzato l'incanto e l'idillio): la Carnia doveva rimanere 'pittoresca', e basta.

(Le cartoline sono tratte dall'Archivio fotografico di Alfio Monai)

ermes dorigo