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LA CINETECA DEL FRIULI
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Le origini della Cineteca del Friuli, il cui nome iniziale era
"Cinepopolare", risalgono alle proiezioni itineranti nelle tendopoli sorte subito dopo il terremoto del 6 maggio 1976: fu durante quegli spettacoli, tecnicamente molto improvvisati, che nacque l'idea di un cineclub che avesse una sede stabile.
Sebbene fosse un po' azzardato pensare di mettere in piedi un cineclub in una città in cui dovevano essere ricostruite le case, le fabbriche, le strade, le piazze, si decise ugualmente di creare un'associazione e di raccogliere fondi per aprire una sala cinematografica. La somma ricavata, 2.000.000 di lire, era nel 1977 un importo discreto e tuttavia insufficiente allo scopo prefissato. Venne anche lanciato un appello attraverso la stampa quotidiana e le riviste specializzate in cinema. Ettore Scola e Tullio Kezich furono fra i primi a rispondere. Ma fu agli Incontri Cinematografici di Monticelli Terme, dove Piera Patat lesse un comunicato che si concludeva con una richiesta di sottoscrizione, che avvenne l'incontro fondamentale con Angelo R.
Humouda, il fondatore della Cineteca D. W. Griffith di Genova. Humouda disse che era nell'impossibilità di fornire sostegno economico ma sarebbe venuto volentieri in Friuli a proiettare i suoi film. La Cineteca del Friuli è nata anche grazie a lui. Fu lui infatti ad indicare la strada giusta, facendo capire che i fondi raccolti non sarebbero mai bastati a costruire una sala ma erano sufficienti per avviare una cineteca. Vennero quindi comprati dei film muti con i quali furono organizzate delle lezioni di storia del cinema nelle scuole di
Gemona, Bordano, Trasaghis, Artegna, Venzone.
Nel 1982, Cinepopolare diventa la Cineteca del Friuli e in collaborazione con Cinemazero dà vita alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, il festival che nel corso negli anni è diventato un appuntamento internazionalmente noto, seguito da studiosi e appassionati di tutto il mondo. Fin dalle prime edizioni, la
FIAF, Federazione Internazionale degli Archivi del Film, considera Pordenone il luogo privilegiato per presentare i propri tesori, per scambiare film e documenti, comunicare ricerche e restauri in corso, intraprendere iniziative comuni. L'interesse della FIAF permetterà alla Cineteca del Friuli di entrare a far parte della federazione nel 1989.
Ma l'attività della Cineteca non riguarda solo la grande storia del cinema. La ricerca e l'impegno sono diretti anche alle piccole produzioni locali, ai documentari girati in Friuli, ai film dei cineamatori che, col passare del tempo e con la trasformazione del paesaggio e dei costumi, acquistano un valore che va oltre quello strettamente cinematografico. Si sono rivelati preziosissimi, per esempio, i 16mm realizzati a Gemona prima del terremoto del 1976 e che ora testimoniano "in movimento" una città che non c'è più.
Un rapporto più stretto con la Regione Friuli-Venezia Giulia (che ha portato alla firma di una convenzione) ha poi consentito di approfondire e continuare la ricognizione del patrimonio cinematografico locale e di recuperare film come Penne nere girato a Sauris nel 1952, con un giovanissimo Marcello Mastroianni affiancato da Marina
Vlady; Trieste cantico d'amore (1954) di Max Calandri, ambientato nella Trieste contesa del territorio libero; Sulle vie della vittoria del 1922, che documenta la visita dei reali d'Italia ai luoghi della Grande Guerra (l'edizione video del film è stata distribuita con il quotidiano Il Piccolo). Sempre alle fasi giuliane e friulane di quel conflitto appartengono documentari e cinegiornali recuperati presso archivi stranieri. Alcuni dei materiali relativi ad altri momenti della storia cinematografica friulana sono stati divulgati in edizione video: ad esempio Dongje il fogolâr di Giorgio Trentin
(Gemona, 1962) e Ritratto di un paese di Romolo Marcellini (Maniago, 1949).
In questo ambito "locale"la ricerca ha portato alla redazione e alla stampa di due pubblicazioni, ricche di contributi filmografici e fotografici: Trieste al cinema di Dejan Kosanovic (minuziosa indagine sulle origini del cinema a Trieste, dal punto di vista della produzione, distribuzione e esercizio dal 1896 al 1918) e Il Friuli e il cinema di Livio Jacob e Carlo
Gaberscek, a cui è collegata la mostra fotografica itinerante prodotta con Cinemazero che documenta le location e i personaggi del cinema in regione. Questa pubblicazione ha inoltre consentito "l'atteso" ritrovamento e il restauro del film di Chino Ermacora La Sentinella della Patria che, a settant'anni di distanza dalla sua realizzazione ha potuto ritornare sugli schermi. L'accompagnamento musicale affidato a Glauco
Venier, che ha arrangiato canti e villotte della tradizione friulana, è successivamente diventato un CD prodotto dalla Cineteca del Friuli e
Cinemazero.
L'archivio cinematografico della Cineteca del Friuli ha avuto inizio con una raccolta di film di interesse storico (fratelli Lumiére, Georges
Méliès, Edwin S. Porter, Thomas A. Edison, David W. Griffith, Mack Sennett, Max
Linder, Andrè Deed, Ferdinand Guillaume), che hanno poi costituito i nuclei portanti delle prime edizioni delle Giornate del Cinema Muto. Si è quindi esteso al cinema d'animazione americano sia muto che sonoro, ai classici degli anni Venti, ad alcune rarità cinematografiche dei primi anni del sonoro, ai primi technicolor, al cinema sul cinema, all'underground americano
(Kenneth Anger, Andy Warhol). Da qualche anno si sono aggiunte 630 pellicole italiane dagli anni '50 agli anni '80 ritrovate in un deposito in Germania e altre 150 pellicole prevalentemente italiane acquistate recentemente da una collezione privata. Oggi la Cineteca possiede circa duemila film di finzione, e tremila documentari e cinegiornali, un archivio di materiali a disposizione del circuito culturale italiano ed internazionale che diversamente sarebbe stato difficile vedere.
Non meno importante è il patrimonio librario della Cineteca, circa 15.000 volumi, con i cataloghi dei maggiori festival nazionali e internazionali, monografie su cinematografie e singoli autori, una collezione di testi sul
pre-cinema. L'emeroteca comprende oltre un centinaio di riviste e periodici specializzati italiani e stranieri, tra cui Sight and Sound,
Variety, Positif, Cahiers du Cinéma, Journal of Film Preservation, Segnocinema,
Filmcritica, Cineforum, Close Up. Su microfilm sono disponibili riviste quasi introvabili come
Cine-Fono, La Vita Cinematografica, The Moving Picture World. Un patrimonio unico in Italia che grazie al catalogo informatico, in corso di realizzazione, verrà ulteriormente valorizzato. I volumi già catalogati (un terzo circa del totale) si possono trovare all'indirizzo www.infoteca.it. Al materiale cartaceo si affiancano strumenti di ricerca digitali, che consentono l'accesso a banche dati di interesse cinematografico. Il CD-Rom della FIAF fornisce informazione sugli archivi aderenti e dei film indicizzati offre ampie indicazioni bibliografiche. é inoltre disponibile per la consultazione il preziosissimo Film Index
International, il CD-Rom edito dal British Film Institute di Londra che ha indicizzato 90.000 film (a partire dal 1930) e 30.000 personalità. Grazie alla presenza di personale specializzato, il
servizio di biblioteca include ricerche bibliografiche su tematiche e questioni riguardanti la storia e la critica del cinema oltre naturalmente all'assistenza agli utenti, per lo più studenti universitari e ricercatori, nella consultazione dei testi.
Diventata nel corso degli anni un importante centro di studi, in contatto con archivi pubblici e privati, musei, cineteche, università, alla fine del 1997 la Cineteca del Friuli si è trasferita nella nuova sede di Palazzo
Gurisatti, in via Bini a Gemona, che dispone di spazi adeguati alle diverse attività e dove le collezioni sono diventate più visibili e più facilmente accessibili. Dal 1999 la Cineteca usufruisce di un ulteriore spazio, la Galleria della Cineteca, in piazza del Municipio 2, dove si svolgono incontri, video-proiezioni, presentazioni di libri e mostre di vario genere.
Una nota infine sulla programmazione cinematografica della Cineteca del Friuli, che ogni anno, da novembre a maggio, organizza "Appuntamento al buio", proiezioni settimanali al Cinema Sociale di Gemona in cui si alternano opere del passato con le proposte più interessanti del cinema di oggi. Ogni estate, in collaborazione con il CEC di Udine, si organizzano cicli di film all'aperto a Gemona, Artegna, Osoppo, Trasaghis e Bordano.
Per chi ama il cinema:
http://utenti.tripod.it/cinemotore
http://www.pasolinicasarsa.org
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