Dedicato a Pier Paolo Pasolini
nel 25°anniversario del suo assassinio (1975-2000)
L'OMOLOGAZIONE PSICOFARMACOLOGICA
DEGLI ITALIANI |
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Cosa permetteva l'acquiescenza passiva alla omologazione culturale della televisione e al conformismo piccolo borghese della scuola dell'obbligo denunciati da Pier Paolo
Pasolini?
Una droga di Stato, legale, pubblicizzata: ma che differenza faceva col Roipnol o col metadone, si era sempre chiesto H? In effetti la differenza c'era: i drogati erano trasgressivi, pericolosi per l'ordine costituito, mentre i tavoriati rientravano appieno nella strategia politica di omologazione psicofarmacologica degli italiani in una identità nazionale non coesa su valori e norme consapevolmente accettate, ma su singole individualità,
autistiche, chiuse in se stesse, accostate l'una all'altra, unite dall'inerzia e dalla impossibilità e incapacità di lottare.
Di tale svolta H. aveva preso coscienza, dolorosamente, quando, sfogliando un prontuario farmaceutico degli anni '90, aveva letto che il presidente dell'ordine dei farmacisti si chiamava Giacomo Leopardi. Allora, se pur amareggiato, rivisitare un classico è pur sempre un dovere, s'era messo a leggere i nuovi
Canti, una serie di inni, appunto, al nuovo potere dei farmaci, come strumento per sanare la transizione psicologica, individuale e
collettiva degli italiani dalla società contadina a quella industriale non con una rivoluzione culturale, che ne rafforzasse il carattere, l'autostima sempre carente nel Paese, la comprensione del mutamento e l'intervento attivo in esso, ma con la debilitazione della volontà, il distacco dalla realtà, la passività, che venivano contemporaneamente rinforzate dalla televisione: la biblioteca, dove c'era, venne progressivamente sostituita da armadietti, armadi, armadioni per le medicine, le cui scorte aumentavano a dismisura (un medico divenne 'bravo' non per le sue qualità diagnostiche, ma per lo stacanovismo impiegatizio di prescrivere una maggior quantità di farmaci rispetto ad un altro). E che si trattasse di una strategia autoritaria glielo confermò la lettura di parole come: "distretto e presidio medico, brigata medica, commissariato medico": basti pensare che dopo l'assunzione di un semplice broncodilatatore
simpaticomimetico, poliziotti infiltrati?, erano "vietate le manifestazioni di piazza", in quanto poteva provocare ipertesi, cui veniva garantita con un prodotto americano una certa serenità, purché si assumessero almeno
ventotto, 28, pillole al giorno.
I nuovi Canti si presentavano in ordine cronologico e logico, dalla culla alla tomba, in un crescendo con trombe sulla potenza delle medicine e del progresso farmaceutico, un epinicio dell'Organizzazione Mondiale della Santità; ma, leggendo attentamente tra le righe, quasi che lo spirito luciferino del vero Leopardi e il taglio corrosivo delle
Operette si fossero infiltrati di nascosto nel prontuario, H. si era accorto che in realtà la scienza medico-farmaceutica era puramente ipotetica, in quanto prevaleva questa fraseologia preoccupante: "raramente rappresentano la scelta terapeutica ottimale; con possibilità di crisi convulsive; rischio di trombosi e di spasmi arteriosi; probabilmente; non è stata accertata l'innocuità di questi preparati; in nessuno dei farmaci considerati esiste a tutt'oggi una documentazione accettabile di efficacia"?! Allora, perché vengono somministrati? si chiedeva
H., immerso nella lettura di questo nuovo classico contemporaneo. Ancora una volta intervenne il vecchio Giacomo ad affilargli gli occhi, spingendolo a stendere uno zibaldone di appunti, un po' più sistematici dei suoi, sui vari prodotti e a fare un calcolo delle occorrenze, finché la mente si illuminò improvvisamente: la medicina benefica e materna si rivelava, dietro il bel velo della confezione del prontuario, proterva e matrigna.
Apparentemente volta a curare, in realtà contava soprattutto sugli effetti collaterali di gran lunga più presenti, quantitativamente e qualitativamente, rispetto agli effetti benefici, per creare una catena di malesseri e di malanni, una rete di malattie dalla quale i malcapitati non sarebbero più sortiti. E la cattiveria consisteva nel fatto che il condizionamento e l'abitudine alla malattia e alla medicalizzazione perpetua veniva instillata già nell'età perinatale: dalle droghe leggere a quelle pesanti, e il risultato di non avere più municipi e cittadini ma solo farmacie era ottenuto. Ad esempio, lesse: gli analettici possono provocare "crisi convulsive" ed effetti collaterali neurologici, cardiovascolari, gastrointestinali,
genitourinari, magari tutti insieme; i sedativi della tosse "cefalea, agitazione, per la quale si prende uno psicofarmaco; incoordinazione dei movimenti, e si va dal neurologo; allucinazioni transitorie, e si finisce sul lettino dello psicanalista solo per aver assunto un
antitossigeno; i balsamici " anoressia", e si va dallo psicologo; eruzioni cutanee, e si va dal dermatologo; lacrimazione, e si va dall'oculista; rinite, e si va dall'otorino; antiallergici "eccitazione
paradossa", e si ricorre ai pornovideo; un antinfettivo, ad esempio per curare il
favismo, che non riguarda la f… ma la fava, "può causare con una certa frequenza danni ai polmoni", e ci si ricovera in
pneumologia; il Pen-Am, che non è la compagnia aerea americana, ma un antibiotico a forma di pene americano, appunto, dopo somministrazione può provocare "ansia, confusione, agitazione, depressione, allucinazione, paura di morte imminente", tutti sintomi riscontrati in forma evidente nella maggioranza politica italiana dopo l'entrata nella NATO. Come antibiotico, però, incontrò anche la
MICINA, che gli ispirò una poesiola farmaceutica: "Vale! Micina/ pelosina
buchina/ euforiarina sodica/ fosforosa micina/ topina topica/ masticabile?/ compressa nei jeans/ apriti fiala/ vescica…" ed altri slogan, per pubblicizzare il SSN (Sistema Sedativo Nazionale) sui quali, pensò
H., è meglio stendere un velo pietoso, se non che il sarcasmo è forse la medicina più efficace;
POESYN, facilita la secretopoiesi e la mucopoiesi!; PAIDOFILIN: dose, dosaggio, posologia doppi!; Il prolungamento della vita media ha favorito il problema dei disturbi del decadimento cerebrale:
SCHIZOFREN, stimola i sintomi della decadenza mentale! Siringa Plurimpiego, per una maggior sicurezza nella contrazione dell'AIDS; SCHIAVO, il farmaco che ti rende
libero!;CONFORMIL, garantisce una biodisponibilità totale! HANDY, facilita perdita di concentrazione, confusione, disturbi della memoria, irritabilità, claudicatio intermittens…
Dopo aver chiosato, H. continuò sempre più interessato la lettura, era un amante dei gialli: sorrise, leggendo che il PENARYL era una crema vaginale; sorvolò su alcuni effetti collaterali trascurabili "paralisi respiratoria e necrosi
tubulare"; scoprì che nel 1970 un farmaco dal nome lunghissimo,
iodocloroidrossichinolina, aveva provocato, solo in Giappone, una grave sindrome, che forse spiegava l'accentuarsi
dell'ovalità dei loro occhi: "neuropatia mielo ottica subacuta". Arrivò, infine, ai farmaci del sistema nervoso e all'inizio, leggendo di certi effetti collaterali, ne dedusse, ricordando le riprese televisive di certe sedute parlamentari, che i nostri onorevoli ne abusavano o rivelavano spesso sindromi da astinenza acuta: " sbadiglio frequente, lacrimazione, rinorrea,
inquietezza, irritabilità, brividi alternati a rossori, depressione, crampi addominali, spasmi intestinali, difficoltà nel mettere a fuoco, disorientamento, cefalea, stipsi,
laringospasmo, episodi convulsivi, euforia e letargia, apatia, confusione mentale, spasmi
sfinterici, sonnolenza, stupor, cianosi, coma, alitazione, alterazioni dei movimenti oculari. deficit
mnestici, palpitazioni": il tutto sotto gli occhi soddisfatti del Ministro della
Sedatività. Il climax del plot arrivò a pagina 436: PSICOFARMACI, "una delle novità terapeutiche di maggior rilievo degli ultimi trent'anni": sedativi (ipnotici), tranquillanti minori (ansiolitici) e maggiori (neurolettici, antipsicotici), antidepressivi (favoriscono i disturbi affettivi),
psicostimolanti, nootropici (esplicano la loro distruzione a livello di funzioni cognitive), allucinogeni... "L'Italia è una burocrazia, fondata sulle farmacie", concluse
H., leggendo il foglio illustrativo del TAVOR: 4 righe dedicate alla 'Composizione'; 2 alla
'Presentazione'; 2 alle 'Indicazioni' (stati di ansia o di tensione nervosa, insonnia nervosa e depressione ansiosa); 3 alle controindicazioni (grave insufficienza respiratoria, grave insufficienza epatica, sindrome da apnea notturna, glaucoma ad angolo stretto !?); 31 righe alle
'Precauzioni'; 16 alle 'Interazioni'; 50 alle 'Avvertenze speciali' ( particolarmente significativo il paragrafo sulla
'Dipendenza', che provoca, tra l'altro, 'derealizzazione' (che ha colpito molti filosofi teorizzatori del pensiero debole), depersonalizzazione (la crisi del soggetto trova una spiegazione nei profitti dell'industria farmaceutica), allucinazioni (con estrinsecazione di comportamenti di onnipotenza), alterazioni percettive, influenza negativa sulla capacità di guidare e utilizzare macchinari…; 23 righe agli 'Effetti
indesiderati': ottundimento delle emozioni, riduzione della vigilanza, confusione, visione doppia, disorientamento, cambiamenti della libido, amnesia (della storia, soprattutto, vedi il revisionismo becero in atto), aggressività (sembrano i risultati di un sondaggio sul 'new italian
style'); alla fine, non manca il senso dell'ironia: 'Controllare la data di scadenza sulla
confezione', quasi che la 'dipendenza' avesse una scadenza! La vera battaglia da combattere per la salute non è quella contro il fumo, ma quella contro gli
psicofarmacia, droga legale della middle class (rinforzata un po' dall'ecstasy), mentre i ricchi usano impunemente la cocaina e i poveracci, perseguitati ed emarginati (i ricchi cocainomani non si trovano per le strade), ancora schiavi del buco e della
démodée eroina.
http://www.pasolinicasarsa.org
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