Tiziano
Dalla
Marta |
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La piccola Giuliana
Con la gente di Pesariis, la mano nella mano a formare una lunga catena solidale, contemporaneamente al via partendo dalla strada del fondovalle ed era notte, avanziamo sistematicamente fino alle propaggini del Flaudona chiamando ad alta voce Giuliana, la nipotina di don Tranquillo, sfuggita alla vigilanza dei genitori intenti a raccogliere legna e improvvisamente scomparsa. Forse rapita da zingari di passaggio come qualcuno ipotizzava. Impossibile immaginarla addormentata dietro qualche cespuglio inesplorato; con tutto quel gran vociare si sarebbe certamente svegliata.
A notte inoltrata, dopo tanto sperare, la gente sfiduciata ritorna alle case. Io resto sul "campo" in compagnia, poi forse da solo se Nives, rimasta appartata, non si fosse spontaneamente avvicinata prendendomi per mano: non si era rassegnata ad abbandonare le ricerche e leggendo nei miei pensieri mi si era accostata come per una tacita intesa.
Notte straordinariamente mite, illuminata di stelle, tutta impregnata di odori vegetali fermentati nell'humus del sottobosco che sprigiona il tepore accumulato durante la lunga eccezionale stagione assolata. Attendere l'alba distesi sul cuscino erboso incredibilmente soffice e caldo sarebbe stata un'esperienza gratificante finalizzata ad una buona azione. Perché dunque rincasare?
Ci soccorre la speranza che la piccola Giuliana non sia lontana, probabilmente addormentatasi profondamente per la stanchezza e lo smarrimento. Quali le conseguenze, se dovesse risvegliarsi nel mezzo della notte ritrovandosi sola? Nelle ottimistiche congetture, cariche di speranza, si inserirono idilliche fantasie non improbabili accanto alla bella Nives, che mi parve docile come una cerbiatta. E nacquero speranze che si possono dire: tenersi semplicemente per mano; andare con passo leggero dicendo cose insensate; oppure, distesi sull'erba, contemplare gli abissi del cielo, il profilo nero delle montagne e al di sopra le bianche nuvole che passano. Stare vicini con molta semplicità, uomo e donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.
Le ultime voci si disperdevano in lontananza e tutt'intorno ingigantivano solitudine e
silenzio. Non il silenzio del nulla, ma della meditazione e della speranza. Dopo la poesia c'è la preghiera, diceva padre Davide Maria Turoldo, e dopo la preghiera il silenzio nella sua più alta espressione, che è la meditazione dalla quale si sprigionano sentimenti e princìpi che ci riconducono all'esistere, alla persona e al suo rapporto con il Creatore.
E se la piccola Giuliana si fosse ferita?... Allontanatasi dai genitori e fattosi tardi, nel rientrare correndo potrebbe essere caduta contro una pietra... E se fosse accaduto il peggio?... La notte subito s'incupì di sinistri presagi, convincendomi a riflettere sulla sacralità del luogo e a rifuggire l'alibi ambiguo di un temerario compromesso. "Dobbiamo ritornare a casa" dissi a Nives, che mi parve sorpresa della mia improvvisa determinazione, a giudicare dal silenzio di riflessione, forse di assenso, al mio tacito ragionare facilmente riconducibile alle circostanze. Semmai avessi dovuto giustificarmi pur di attenuare il suo eventuale disappunto, inseguendo l'indole istintiva e la saggia esperienza, avrei osato una qualche illazione confidenziale alla maniera di Dino Buzzati: è vero che con te vorrei andare d'estate in una valle solitaria a strappare i fiori dei prati, ad esplorare i segreti dei boschi; ma tu sei diversa da me e se in quel giorno tu venissi a passeggiare, diresti quanto è bello e che sei stanca diresti, nient'altro.
Di questo avrei voluto convincerla, ma Nives aveva capito. Forse. Chissà. Perché silenziosi insieme avanzando sul morbido tappeto erboso intervallato dall'oscurità del bosco e dal chiarore delle stelle, ci ritrovammo sulla strada di fondovalle. "Ritorneremo domani" fu il nostro arrivederci.
E il giorno dopo, come nelle favole, la piccola Giuliana risvegliatasi al sorgere dei primi raggi di sole, inconsapevole della propria disavventura, riprese la via del ritorno attenta a raccogliere i fiori più belli.
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