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Fabio Chiusi |
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Fabio Chiusi nasce a Udine un piovoso pomeriggio di febbraio dell'ottanta.
All'età di sedici anni scopre nella letteratura un amico formidabile, cui rivelare il proprio fascino e timore per l'ignoto.
Consegue la maturità scientifica.
Si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, spinto da un inestinguibile senso del dovere.
Vince il secondo premio assoluto al concorso nazionale di poesia " Dino Menichini", dove ha la fortuna di conoscere Arnaldo
Lucchitta.
Si tratta, dopotutto, di un ragazzo estremamente curioso e svagato.
" Giovinezza vaga e sconvolta"...
(Parole come
poetica)
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A memoria di nomi
dimesso un equilibrio
turberai fragile.
Sarò il sorso di erba,
la dolceamara tua schiena
bruciata di rugiada,
il bacio appena di un folle
e lievi le labbra del sole
chino a indorarti.
Sfioreremo la terra, poesia.
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Farfalla di lacrime
al vento effimera
luogo sei di nulle
ricognizioni di tempo.
Una rosa incontrammo
sul nostro cammino.
Il cielo appena su noi.
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Fiori, una perdifiato distesa
e dappertutto corolle dove
il mondo lasciare a un ritratto
lacustre, a un'infanzia tutta
di passi smarrita.
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Amore che sei volo rasente
di stormi, livrea bianca di gabbiano,
creta che modella il vento
e t'abbraccia di forme fatue
come brecce e nuvole...
amore che sei persona cui
piace nascondersi tra le parole
e i gesti, gente che viene
piano insospettata come un
capriccio e una smania...
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Illune la notte, chiara di lampioni
- ti diedi, per gioco, un bacio e una carezza - .
Sento adagiarsi sui vetri la pioggia
- ucciderei lo spazio, ti dissi, per averti - .
Schiusi al vento laconiche labbra
- sui vetri si adagia, illune, la notte- .
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Mezzanotte: si giungono le mani
e tu volgi la schiena ai morbidi mattini.
Dove è un niente a toglierci l'azzurro
un topazio vorrei per stringere
la solitudine.
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Mi succede come l'inverno.
Solitudine affiora alle strade.
Forse mi affiori tu, e sei uguale
solitudine. Viene l'inverno.
Vieni tu come gelo alle ossa.
Sei uscita una notte sbattendo
la porta
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Poesia è questo male dentro
che ti stringe alla vita.
Mio semplice cuore,portami
dove vanno le parole.
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Questi fiori così folli,
come pollini accesi dal vento
a vibrare tra noi.
Con quel passo di nebbia
saranno la furia
del temporale.
Le mille tue mani, notte,
ci toccano il volto.
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Tentoni come su vetro
piene di fascino le frasi
e d'incanto, poesia.
Verità è capillare raccolta
di brevi, attenti silenzi.
Noi vi usciamo appena,
stupendi d'amore.
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Il mattino è una questione
di variabili infinite.
Apro gli occhi su occhi
sempre nuovi.
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