Glock    
(GlobaLocale)


MICHELE

TRANGONI

 

Nato nel 1978 a Udine, dove vive attualmente, ha iniziato a scrivere i primissimi versi nel '91. Poi, nel '94, l'incontro con Lucchitta e la piccola raccolta "Ali di corvo"; poi, dopo un lungo periodo di ricerca di una forma migliore, sempre seguito da Lucchitta, "I giardini del Tempo".

 

*****

Neppure la Solitudine
è rimasta
a farmi compagnia:
germoglierà il vuoto ora
sui muri dell'esistenza.
Stringerò il buio fra le mani
per gettarlo
nell'urlo della morte.

*****

VIANDANTE

Viandante, che riponi di nascosto
l'acerba gioia d'un nuovo giorno
distante dalla vista della gente,
che sorvoli con occhi di giullare
l'incerto passo della felicità,
vorrei mi fosse ignota la coscienza
e l'ultimo respiro dell'amore
nell'ombra dell'umana dimora.
Come abitare tra plumbee amenità
dove l'ansia ondeggia alla deriva
e la volontà non può trovare scampo!
Queste chiome del vento impazienti
trascinano dimenticati istanti
(inafferrabili eclissi d'un sogno)
s'inerpicano dinnanzi sentieri
mai percorsi nei deliri del cielo:
è questa la stagione per andare
viandante, per le strade a dispensare
azzurri silenzi e frasi d'amore.

*****

SENZA MEMORIA

Volare senza pensiero
nei sorrisi di baci e incanti,
cogliere senza memoria
la fresca luce della rugiada
nei capelli di amante,
conoscere il sole
ché le notti di pianto
consumano il tempo
e non recheranno profumi d'amore,
spargere i giorni
in un sogno scordato
nel canto soave di un lago lucente.
Seguire i chiarori di spogli ricordi
tra le foglie della memoria.

*****
Mi destai 
dal mio nido
di fogliami
niente distinsi
fra grappoli
di mani
diafane
in un abbaglio
celato da soffi
di arcani sogni
la notte distinsi
fra lumi di navi
sui placidi mari.
*****
Con l'ultimo bacio
fuggii
nelle labbra della notte
in sospiri immensi
liberai il vento nella mente:
mai più avrei veduto
una rosa
aprirsi in canto.
*****
Gemelli
risplendono in volo
azzurro d'ali
amori lasciati
lontani.
*****
Timoroso
dai boschi vi osservo
bisticciate l'accordo
sull'ossimòro.

Più non ardirò
sfiorarvi con un verso
né adirarmi
se, terso,
non vi sfiora.

Di sentenze parco
il tribunale del silenzio.
Volto dell'aria
vorrei rimanere
posarmi su una stella
in immoti silenzi 
di primavere.