Glock
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MICHELE TRANGONI |
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Nato nel 1978 a Udine, dove vive attualmente, ha iniziato a scrivere i primissimi versi nel '91. Poi, nel '94, l'incontro con Lucchitta e la piccola raccolta "Ali di corvo"; poi, dopo un lungo periodo di ricerca di una forma migliore, sempre seguito da Lucchitta, "I giardini del Tempo". |
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| Neppure la Solitudine è rimasta a farmi compagnia: germoglierà il vuoto ora sui muri dell'esistenza. Stringerò il buio fra le mani per gettarlo nell'urlo della morte. |
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| VIANDANTE
Viandante, che riponi di nascosto |
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| SENZA MEMORIA
Volare senza pensiero |
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| Mi destai dal mio nido di fogliami niente distinsi fra grappoli di mani diafane in un abbaglio celato da soffi di arcani sogni la notte distinsi fra lumi di navi sui placidi mari. |
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| Con l'ultimo bacio fuggii nelle labbra della notte in sospiri immensi liberai il vento nella mente: mai più avrei veduto una rosa aprirsi in canto. |
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| Gemelli risplendono in volo azzurro d'ali amori lasciati lontani. |
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| Timoroso dai boschi vi osservo bisticciate l'accordo sull'ossimòro. Più non ardirò sfiorarvi con un verso né adirarmi se, terso, non vi sfiora. Di sentenze parco il tribunale del silenzio. |
| Volto dell'aria vorrei rimanere posarmi su una stella in immoti silenzi di primavere. |